Lorø - Hidden Twin

Non sappiamo nemmeno cosa mangeremo stasera – io invece si, il pollo, sempre pollo, sono tipo un incubo ad occhi aperti per quei pennuti –, figurati se possiamo immaginare cosa saremo fra tre anni. Non fa eccezione la musica dei Lorø, band padovana nata dal sentore che le chitarre potessero suonare come synth, per poi cestinare il basso dopo l'esordio omonimo e ficcarci un sintetizzatore al suo posto in pianta stabile. Non che nel 2015 fossero sprovvisti di partiture elettroniche, anzi, quella di fondere l'elettronica col Metal(?) rappresenta l'idea su cui poggia il progetto, ma con "Hidden Twin" il composto sembra aver acquisito una propria identità – succede spesso quando ci si convince che alla fine è inutile strafare quando si ha l'idea giusta.

Dunque meno Math e più attitudine Punk. Seghe mentali perennemente settate su ZERO e giù a distruggere timpani. Adorano gli Zu e gli Ovo (L'appendice Punk di cui sopra), ma possiedono connotati abbastanza definiti da smarcarsi dal branco. Chi se ne fotte delle menate sulla strumentazione, del "cosa" quando hai il "come".

Come?

Tipo Lorø che guidano l'Enola Gay sopra Hiroshima: la deflagrazione che ne consegue ("Low Raw") imposterà fin da subito il mood dell'album su "abisso" e tanti saluti alle pentatoniche. Aggiungono parti vocali di cui era sprovvisto l'esordio, vomitate da un treno in corsa, esibite con disprezzo ("Choke"). Lorø vogliono solo suonare nel vostro seminterrato, ma io non li farei entrare se avete a cuore il vicinato: e qui la filmografia ci aiuta nel tentativo di farci un'idea.

Arcigni, densi e zeppi di soluzioni: ascoltate "Deaf's Hymn" e ditemi se sbaglio, tanto ho disattivato i commenti.

Un impasto di chitarre urlanti e atmosfere malsane, clangore sintetico e puzza di zolfo.
La copertina è bellissima, e l'artwork in sé, seppur minimale, lo è altrettanto.
E VOI mi state rompendo i coglioni da un mese col giovane signorino.

Rimediate andando qui, per ascoltare il riff che parte al minuto 00:40, quello preceduto da un lancio di macigni: solo dopo vi concederò il beneficio di andare affanculo.