Killer Boogie - Acid Cream

Dal tributo alla terra natia di un suono – il precedente "Detroit" – che incorpora Blues, Hard e Proto-Punk, alle molteplici ispirazioni di stampo seventies, i Killer Boogie arrivano al secondo episodio implementando la matrice di genere premendo sull'utilizzo di Fuzz e Big muff.

Se da una parte sembrano diventate più centrali le influenze derivanti dallo Stoner californiano – ascoltate "Escape From Reality" –, i nostri dimostrano di non aver perso familiarità con quella vena acida dal retrogusto psichedelico che li accompagna fin dall'esordio del 2015 .

Un approccio grezzo il loro, capace di mantenere viva l'atmosfera spensierata in seno alla band – "Dino-sour", centrando addirittura certe invettive riconducibili ai grandissimi Radio Moscow di Parker Griggs – e scusate se è poco.

Mc5 e Cream che vanno a braccetto ("The Black Widow"), mentre Gabriele Fiori (qui chitarra e voce) della Heavy Psych Sounds mette a segno un altro centro aspettando il Pandaemonium d'inizio Aprile, quello, con i suoi Black Rainbows.

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